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Covid Italia, allarme medici: “Ospedali ancora pieni”

Roma(Adnkronos)

La diffusione del coronavirus in Italia rallenta, ma gli ospedali sono ancora pieni. E’ il quadro allarmante che i medici delineano, evidenziando la necessità di non allentare le misure anti-contagio. I dati in Italia “nelle ultime settimane mostrano progressivi segnali di rallentamento della crescita dei contagi da Sars-CoV-2, tuttavia le condizioni di sovraccarico di tutto il sistema ospedaliero, con indici di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche Covid ben oltre le soglie critiche individuate, nonché la marcata circolazione del virus, con circa 530mila contagi attivi, e la persistente elevata mortalità, impongono molta cautela nell’allentare le misure restrittive della movimentazione sociale”, sottolineano i principali sindacati della dirigenza medica, che rivolgono un appello a “non allentare prematuramente le restrizioni” contro Covid-19.

“Il personale sanitario, impegnato quotidianamente, 7 giorni su 7, di giorno e di notte, e da oltre un anno nella lotta contro la pandemia – rimarca l’Intersindacale – si trova ad affrontare ancora per tutto il 2021 criticità di ogni tipo dovute al sovraffollamento degli ospedali, che con la terza ondata interessa in successione tutta la nostra penisola, anche aree precedentemente risparmiate come dimostra il caso Sardegna. Ogni prematuro allentamento delle restrizioni potrebbe mettere a rischio tanto la vita dei pazienti con Covid-19, costringendo per carenza di posti letto gli operatori a scelte strazianti sotto il profilo etico, come il triage inverso, quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere ancora una volta sacrificata – affermano i sindacati – a causa della sottovalutazione del rischio di una persistente elevata circolazione del virus, sulla quale i medici e i dirigenti del servizio sanitario nazionale lanciano da tempo, inascoltati, tutti gli allarmi possibili”.

Così “per la terza volta gli operatori sanitari sono costretti, dopo il secondo picco epidemico autunnale, a ulteriori sacrifici, anche a rischio della salute personale, oltre che ad affrontare una situazione di costante super lavoro fisico e psichico che sta fiaccando le loro resistenze”.

“Le decisioni competono, certo, alla politica, ma è compito, anche deontologico, di chi lavora in prima linea fornire una fotografia chiara dell’andamento clinico ed epidemiologico della pandemia – affermano i sindacati medici – Un rallentamento delle restrizioni sarà possibile solo con contagi giornalieri al di sotto di 5.000 casi, mantenendo una larga capacità di testing e riprendendo il contact tracing per il controllo della diffusione dell’epidemia, i ricoveri in area Covid medica e intensiva largamente al di sotto delle soglie critiche, rispettivamente 40% e 30%, e la vaccinazione completata almeno per i soggetti fragili e gli ultra 60enni, categorie a più alto rischio di ricovero e mortalità”.

“Chiediamo alla politica – è l’appello dell’Intersindacale – di ascoltare le decine e decine di migliaia di colleghi che da 13 mesi lavorano senza tregua nell’emergenza territoriale e negli ospedali, e che non nascondono la loro perplessità e amarezza per il dibattito in corso su riaperture che, sotto le pur comprensibili esigenze economiche e sociali, celano una non corretta valutazione del rischio di un prolungamento della pandemia e di una persistente elevata mortalità tra i cittadini non ancora protetti con la vaccinazione. Senza una soluzione duratura della crisi sanitaria, non vi potrà essere una ripresa economica né un ritorno in sicurezza alle normali relazioni sociali”.

Il governo prepara uno scostamento di bilancio da 40 miliardi.

Roma (AGI)

Il governo è pronto a chiedere un extra deficit di 40 miliardi per finanziare i nuovi sostegni all’economia e una piccola quota, 4-5 miliardi circa, del fondo pluriennale ad hoc per le opere escluse dal Recovery plan.La richiesta di scostamento di bilancio, secondo quanto si apprende, dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri tra domani e giovedì, insieme al Documento di economia e finanza che aggiornerà il quadro macroeconomico fissando i nuovi obiettivi di finanza pubblica alla luce dell’impatto della nuova ondata pandemica. Tuttavia la riunione non è ancora stata convocata e non è escluso uno slittamento.

L’impatto del Recovery Plan. Il quadro di finanza pubblica verrà rivisto alla luce dell’ulteriore richiesta di deficit e terrà conto dell’impatto positivo del Recovery plan già a partire dall’anno in corso. La contrazione attesa nel primo trimestre dovrebbe portare a una revisione al ribasso del Pil tendenziale, che dovrebbe fermarsi poco sopra il 4%, a fronte dell’obiettivo del 6% fissato in autunno, con un effetto di trascinamento sull’indebitamento netto. Il primo scostamento da 32 miliardi con cui è stato finanziato il decreto Sostegni ha già portato la previsione del disavanzo 2021 dall’obiettivo del 7%, indicato nella Nota di aggiornamento al Def, all’8,8 per cento del Pil. Ora la nuova richiesta di extra deficit farebbe innalzare l’asticella almeno a quota 10%.

 

Le ipotesi sugli indennizzi. Il governo studia inoltre un nuovo meccanismo di indennizzi: accanto ai contributi a fondo perduto erogati in percentuale della perdita media mensile media del fatturato di un anno si valuta la possibilità di risarcire le imprese e le partite Iva anche in base ai costi fissi sostenuti. In particolare dovrebbe essere rifinanziato il credito d’imposta per gli affitti.

Johnson & Johnson, Roberto Speranza convoca l’Aifa: verso lo stop. E l’Europa rinvia la Distribuzione del vaccino.

Per sei casi di rari coaguli di sangue in donne tra 18 e 48 anni dopo il vaccino Johnson & Johnson, Fda ha raccomandato la sospensione dell’uso di tale vaccino. Johnson & Johnson ha subito fatto sapere che “al momento nessun nesso causale chiaro è stato stabilito fra i rari eventi tromboembolici segnalati e il vaccino anti-Covid di Janssen”. In via precauzionale gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere il vaccino, generando ripercussioni su tutti gli altri Paesi, dato che Johnson & Johnson ha deciso di rinviare la distribuzione in Europa.

È prevista per il pomeriggio di oggi, martedì 13 aprile, un riunione al ministero della Salute con l’Aifa per fare il punto su tale vaccino. Stando alle indiscrezioni rilanciate da Repubblica, alla riunione parteciperanno Roberto Speranza e i vertici dell’Agenzia del Farmaco, che ha approvato Johnson & Johnson il 12 marzo scorso, per tutti i maggiori di 18 anni: oggi erano attese le prime 184mila dosi destinate al nostro Paese, che a questo punto però rimangono in sospeso.

Nel frattempo l’Aifa ha emesso una nuova nota sul vaccino AstraZeneca per aggiornare gli operatori sanitari sui punti emersi dalla valutazione del vaccino, sottolineando “una relazione causale tra la vaccinazione con Vaxzevria e l’insorgenza di trombosi in combinazione con trombocitopenia è considerata plausibile. Anche se tali reazioni avverse sono molto rare, hanno superato quanto atteso nella popolazione generale. Ma in questa fase non sono stati identificati fattori di rischio specifici.

CGIL CISL E UIL: “Ospedali sovraccarichi, no a un allentamento prematuro delle regole. C’è amarezza per il dibattito sulle riaperture”

Le principali sigle dei medici ospedalieri, da Anaao Assomed ad Aaroi-Emac, Fp Cgil medici e dirigenti, Uil, Cisl medici non nascondono “l’amarezza per il dibattito in corso sulle riaperture” in un momento in cui gli ospedali sono ancora “sovraffollati” e la terza ondata sta interessando “anche aree precedentemente risparmiate, come dimostra il caso Sardegna”.

Un appello congiunto delle principali sigle sindacali di medici e operatori sanitari per chiedere al governo, sempre più strattonato da chi – all’interno della maggioranza – vuole riaprire il Paese già entro aprile, di “non allentare prematuramente le restrizioni“. Il motivo, spiegano, è che gli ospedali sono ancora “sovraccarichi”, con “indici di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche Covid ben oltre le soglie critiche individuate“. Anche a livello epidemiologico, si legge nel comunicato diffuso da Anaao Assomed, Aaroi-Emac, Fp Cgil medici e dirigenti, Uil, Cisl medici e altri, nonostante nelle ultime settimane i contagi stiano rallentando, la circolazione del virus resta “marcata“, con circa “530mila contagi attivi“. Tutti fattori che, insieme alla “persistente elevata mortalità”, impongono “molta cautela nell’allentare le misure restrittive della movimentazione sociale”.

I sindacati esprimono “amarezza” per il “dibattito in corso sulle riaperture” e ricordano che il personale sanitario, impegnato da oltre un anno nella lotta contro la pandemia “7 giorni su 7, di giorno e di notte”, si trova ad affrontare “ancora per tutto il 2021 criticità di ogni tipo dovute al sovraffollamento degli ospedali, che con la terza ondata interessa in successione tutta la nostra penisola, anche aree precedentemente risparmiate, come dimostra il caso Sardegna“. La Regione, infatti, è passata da poche settimane dalla zona bianca alla zona rossa, con un’impennata dei casi che ora sta avendo un forte impatto sulle strutture sanitarie. “Ogni prematuro allentamento delle restrizioni potrebbe mettere a rischio tanto la vita dei pazienti affetti da Covid-19, costringendo per carenza di posti letto gli operatori a scelte strazianti sotto il profilo etico, come il triage inverso, quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere ancora una volta sacrificata a causa della sottovalutazione del rischio di una persistente elevata circolazione del virus, sulla quale i medici e i dirigenti del servizio sanitario nazionale lanciano da tempo, inascoltati, tutti gli allarmi possibili“, insistono.

Il punto è che “per la terza volta gli operatori sanitari sono costretti, dopo il secondo picco epidemico autunnale, a ulteriori sacrifici, anche a rischio della salute personale, oltre che ad affrontare una situazione di costante super lavoro fisico e psichico che sta fiaccando le loro resistenze”. Perché l’appello al governo? “Le decisioni competono certo alla politica“, scrivono, “ma è compito, anche deontologico, di chi lavora in prima linea fornire una fotografia chiara dell’andamento clinico ed epidemiologico della pandemia. Un rallentamento delle restrizioni sarà possibile solo con contagi giornalieri al di sotto di 5mila casi, mantenendo una larga capacità di testing e riprendendo il contact tracing per il controllo della diffusione dell’epidemia, i ricoveri in area Covid medica e intensiva largamente al di sotto delle soglie critiche, rispettivamente 40% e 30%, e la vaccinazione completata almeno per i soggetti fragili e gli ultra 60enni, categorie a più alto rischio di ricovero e mortalità”.

Il comunicato congiunto si conclude quindi con un invito: “Chiediamo alla politica di ascoltare le decine e decine di migliaia di Colleghi che da 13 mesi lavorano senza tregua nell’emergenza territoriale e negli ospedali, e che non nascondono la loro perplessità e amarezza per il dibattito in corso su riaperture che, sotto le pur comprensibili esigenze economiche e sociali, celano una non corretta valutazione del rischio di un prolungamento della pandemia e di una persistente elevata mortalità tra i cittadini non ancora protetti con la vaccinazione. Senza una soluzione duratura della crisi sanitaria non vi potrà essere una ripresa economica né un ritorno in sicurezza alle normali relazioni sociali”.

Comites, finalmente si vota: il 3 dicembre 2021.

Si terranno il 3 dicembre 2021 le elezioni per il rinnovo e l’istituzione dei Comitati per gli Italiani all’Estero (Comites). Lo comunica in una nota la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina.

Eletti l’ultima volta nel 2015 i Comites restano in carica 5 anni: la straordinaria situazione creata dalla pandemia ha prorogato di un anno il rinnovo previsto nel 2020.

L’indizione delle elezioni verrà formalizzata tre mesi prima (il 3 settembre) con decreto di ciascun Ufficio Consolare.

La data, sottolinea la Dgit, consente di articolare nel più ampio margine di tempo possibile la campagna informativa su ruolo e funzioni dei Comites, nonché sulle modalità e sui tempi per l’esercizio dell’opzione di voto.

Per partecipare alle elezioni dei Comites, infatti, i connazionali devono esercitare il diritto d’opzione, cioè esprimere la volontà di votare.

La data di dicembre, prosegue la Direzione generale, permette inoltre di evitare che adempimenti cruciali, quali la raccolta delle firme per la presentazione delle liste, avvengano nel pieno della stagione estiva.

Obiettivo della Farnesina è quindi facilitare una più ampia partecipazione elettorale, anche delle giovani generazioni: sia esponenti della nuova mobilità che figli, nipoti e pro-nipoti della nostra emigrazione storica.

TURISMO DELLE RADICI / LAZIO: ALLA SCOPERTA DI ORVINIO, IL TESORO DEI MONTI LUCRETILI

(NoveColonneATG)

Rieti – Immerso nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, incastonato in un contesto paesaggistico unico, si trova Orvinio: uno dei Borghi più belli d’Italia. Un concentrato di colori, odori e sapori inseriti in un contesto paesaggistico unico, che lo hanno reso uno dei “Luoghi del cuore” del FAI più votati nel 2019. Erede di una grande e importante tradizione storica, il borgo fu nel IX secolo teatro della battaglia tra le truppe di Carlo Magno e quelle dei Saraceni. Secondo la leggenda fu proprio a seguito di tale scontro che la città ereditò il suo antico nome medievale di Orvinio: Canemorto. Nei successivi secoli, per molto tempo, il piccolo borgo appartenne ai frati benedettini di Santa Maria del Piano, rendendolo oggi una delle tappe fondamentali per i pellegrini del cammino di Benedetto. Il viaggio alla scoperta di Orvinio non può che cominciare dall’incantevole Santa Maria dei Raccomandati, al cui interno riposano dei pregevoli affreschi della mano di Vincenzo Manenti. Raggiunto l’antico arco di piazza Garibaldi, si apre davanti a noi Via Manenti: cuore pulsante del centro storico del paese, dall’atmosfera suggestiva e affascinante. Bastano pochi passi per raggiungere la deliziosa Chiesa di San Nicola di Bari e l’imponente Castello Malvezzi Campeggi: uno splendido maniero di età medievale, fondato nel X secolo, costituito da un complesso di edifici e torri che donano alla struttura, e all’intero borgo, un fascino intramontabile. COME ARRIVARE: Da Roma, dirigersi verso Tivoli e proseguire fino a Vicovaro, per poi continuare lungo la SR314 in direzione nord fino a destinazione. Da Rieti imboccare via Salaria in direzione Roma, fino ad incontrare la SR314. Continuare quindi su quest’ultima, seguendo le indicazioni per Orvinio. ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Ad un paio di km dal paese, nella Valle Muzia, è possibile ammirare i resti della Chiesa Abbaziale di Santa Maria del Piano: un’architettura antica dal carattere suggestivo che, secondo la leggenda, sarebbe stata edificata da Carlo Magno come ringraziamento alla Provvidenza per la vittoria riportata contro i Saraceni nell’817. Tornato ad Orivinio, appena fuori dal comune, lungo la SP39, tappa obbligatoria è il Santuario di Santa Maria di Vallebona, anch’essa fedele protettrice di alcune preziose opere del pittore Vincenzo Manenti e di altri artisti locali.

PASQUETTA A CASA PER 8 ITALIANI SU 10

Coronavirus in Italy

Roma (9Colonne Agenzia Giornalistica)

Le restrizioni cancellano la tradizionale “gita fuori porta” di Pasquetta: quest’anno, quasi 8 italiani su 10 festeggeranno il Lunedì dell’Angelo a casa propria, mentre appena il 2% lo trascorrerà in viaggio. È quanto emerge da un sondaggio condotto da SWG per Assoturismo Confesercenti in occasione delle festività pasquali. In particolare, a trascorrere la Pasquetta nella propria residenza sarà il 76% degli italiani – il 78% nelle regioni del Mezzogiorno e delle Isole -, cui si aggiunge un 2% che la passerà in una seconda casa di propria proprietà. Contrariamente al detto popolare, sarà certamente più una Pasquetta ‘con i tuoi’ che ‘con chi vuoi’: l’11% passerà la giornata a casa di parenti, mentre a casa di amici, in media, si recherà solo il 3%, quota che sale al 6% nelle regioni del Nord Est. Le vacanze, invece, vengono derubricate da tutti: a livello nazionale solo il 2% trascorre la Pasquetta in viaggio, quota che sui territori oscilla tra il 6% registrato nel Nord Est e l’1% delle regioni del Sud. Un ‘effetto restrizioni’ sui viaggi che sta contagiando anche la prossima stagione estiva. Tanto che le prenotazioni, che pure avevano dato qualche segnale di vitalità ad inizio anno, soprattutto per le mete balneari, si sono completamente bloccate: nonostante il 44% degli italiani voglia organizzare una vacanza per questa estate, solo il 5% dichiara di aver già prenotato.

“SALVARE L’ESTATE”. Ma a questo si aggiunge un ulteriore 17% – circa 6 milioni di persone – che vorrebbe prenotare ma aspetta di capire l’evoluzione della situazione. “Era ovvio che le limitazioni avrebbero cancellato la dimensione turistica della Pasquetta. Quello che preoccupa, però, è che l’incertezza generata dalla proroga dell’ultimo minuto delle restrizioni sta contagiando anche il movimento estivo”, spiega Vittorio Messina, presidente Assoturismo Confesercenti. “Abbiamo bisogno di un piano per salvare l’estate: servono investimenti sui vaccini e sulla sicurezza delle aree turistiche, ma anche una crono-programmazione chiara ed un piano per ripartire. Non possiamo permetterci di perdere la stagione turistica estiva: sarebbe un colpo dal quale il sistema turistico italiano, arrivato ormai al 14esimo mese di crisi, difficilmente si riprenderebbe”.

Pd ‘campione di tessere’, boom Fratelli d’Italia.

Roma (Adnkronos)

Strutturati o fluidi, radicati sul territorio o rappresentati solo in Parlamento, l’iscrizione per i partiti continua a essere un cardine della militanza politica e una fonte vitale di sostegno. Per quelli più tradizionali o per quelli che come il M5S hanno innovato il sistema, l’adesione resta un irrinunciabile elemento di appartenenza e di finanziamento di una comunità di cui si condividono valori, progetti e obiettivi. Quindi malgrado gli impedimenti e le limitazioni causate dal Covid, il tesseramento dei partiti è andato avanti nel 2020 e procede anche nel 2021.

Ottenere i dati delle iscrizioni non è semplice, un po’ per il rallentamento dovuto al coronavirus e alle difficoltà materiali di poter frequentare le sezioni e le strutture territoriali; un po’ perché oramai buona parte del tesseramento avviene on line e infine perché i partiti sono in genere molto restii a diffondere i dati del tesseramento, a meno che non siano in aumento.

E’ il caso di Fdi che oltre a crescere nei sondaggi, ha allargato la platea degli iscritti. “Dal 2019 al 2020 – ha spiegato il responsabile Organizzazione Giovanni Donzelli – le nostre iscrizioni sono triplicate. Siamo passati da 44.000 a 130.000 tessere e di queste oltre 50.000 le abbiamo fatte on line. A Barletta-Andria-Trani e nella provincia di Roma abbiamo avuto i risultati migliori, con un robusto incremento dei tesseramenti. La regione ‘forte’ per Fdi resta il Lazio ma un po’ ovunque le adesioni sono migliorate, di pari passo con la crescita del consenso elettorale”. Fdi punta sulla militanza giovanile. La tessera per i ragazzi e le ragazze sotto i 18 anni costa 5 euro; 10 euro la tessera normale. Consiglieri regionali e comunali ne pagano 50, i parlamentari 500.

Il tesseramento 2020 del Partito democratico è stato prorogato al 30 aprile 2021 a causa della pandemia da Covid. Tranne in Emilia-Romagna e Lombardia, dove invece è partito il tesseramento per il 2021. Al 2019 il Pd vantava più di 412.000 iscritti, con un incremento rispetto al 2018 del 10% in coincidenza con il primo anno di segreteria di Nicola Zingaretti. Al Nazareno confidano che la campagna “Scegli da che parte stare. Oggi per un domani”, slogan che campeggia sulla pagina per le iscrizioni on line del partito, possa subire un’accelerazione con l’arrivo di Enrico Letta.

Le quote d’iscrizione a Forza Italia sono rimaste invariate e divise sempre tra ‘aderenti’ e ‘eletti’, come indicato sul sito. La tessera base, del ‘volontario azzurro’, vale 10 euro come quella del ‘volontario giovane’ (dai 14 ai 35 anni) e del ‘volontario senior’ over 65, mentre il sostenitore azzurro è chiamato a pagare 100 euro l’anno e il ‘benemerito’ 500 euro. Hanno un costo diverso le ‘quote eletti’: ogni parlamentare e consigliere regionale di Forza Italia deve versare mille euro una tantum, mentre consiglieri comunali, sindaci, assessori nei Comuni con elezioni amministrative a turno unico e consiglieri circoscrizionali sborsano 10 euro.

Circola ottimismo nella Lega che confida di chiudere i conteggi delle iscrizioni 2020 ‘in attivo’. “La campagna di adesioni del 2021 non è ancora iniziata a causa del Covid – riferisce l’europarlamentare e responsabile del tesseramento Alessandro Panza – il 2020 è andato bene, siamo oltre le 100.000 tessere, un dato molto soddisfacente”.

Il M5s merita un discorso a sé. I 5Stelle non hanno un tesseramento convenzionale ma un’adesione alla piattaforma per la quale non è previsto il pagamento di una quota. In questo modo gli iscritti a Rousseau, diventano automaticamente iscritti al movimento, hanno accesso alle attività e alle iniziative, comprese le votazioni on line con le quali periodicamente i vertici consultano la base a esprimersi con il voto sulle scelte politiche. Attualmente gli iscritti sono 196.840 e sono andati crescendo nel corso degli anni ma non hanno mai raggiunto l’ambiziosa cifra di un milione di adesioni che era l’obiettivo per il 2018 dichiarato da Gianroberto Casaleggio, in un’intervista con i corrispondenti della stampa estera in Italia.

MAR DEL PLATA: VISITA GUIDATA SULLE TRACCE DI ASTOR PIAZZOLLA CON L’ASSOCIAZIONE TERRA.

"Astor Piazzolla". Escultor: Carlos Benavídez. Ubicado en la Plaza del Milenio

MAR DEL PLATA (aise) –

L’associazione emiliano-romagnola Nuove Generazioni TERRA di Mar del Plata, ha organizzato per sabato prossimo, 27 marzo, dalle 9.30 ore (ora argentina) una visita guidata sulle tracce del grande musicista italo-argentino Astor Piazzolla condotte dall’esperta Veronica Golfieri, anch’essa italo-argentina (origini di San Giovanni in Persiceto). Per rispettare il protocollo sanitario vigente nel paese sudamericano, il numero massimo di persone che potranno partecipare è di 25 persone, che potranno sfruttare del percorso turistico nel centro di Mar del Plata volto a celebrare il centenario della mitica figura del compositore marplatense nipote di emigrati italiani. Con il titolo “Scoprendo la città natale di Astor Piazzolla” , la Golfieri spiegherà in due ore i diversi punti che hanno segnato la vita del celebre musicista, passando per la sua casa natale, il locale di biciclette della sua famiglia, di suo nonno nato a Trani (in Puglia), la casa dove studiava musica, il parco “Plaza Mitre” con gli alberi piantati dalla sua famiglia materna, i Manetti (oriundi della Garfagnana Toscana), per arrivare finalmente al monumento di Piazzolla con il suo emblematico bandoneon da fronte al mare argentino. Per un totale di circa tre chilometri. Il punto d’incontro sarà la sede della Cattedrale di Mar del Plata dove si sono sposati i suoi genitori e dove lui è stato battezzato.

ITALIANI IN VENEZUELA: L’ANIM CHIEDE UN INTERVENTO A FAVORE DEGLI “IMMIGRATI DI RITORNO”

ROMA (aise) –

Antonio Peragine dell’Associazione Nazionale Italiani nel Mondo – ANIM, ha scritto una lettera aperta diretta al Governo e alla Regione Puglia per chiedere che gli italiani di ritorno in Italia, in specie quelli residenti in Venezuela, vengano sostenuti nel loro processo. Questa la lettera intera: “Due secoli di immigrazione hanno lasciato tracce profonde nel tessuto sociale, economico e culturale del paese caraibico. Artigiani, imprenditori, artisti, militari: chi sono gli emigrati che hanno fatto onore all’Italia. Roma deve appropriarsi di questa eredità. I pugliesi partirono nel dopoguerra alla ricerca di una vita migliore. Durante gli anni Sessanta si contarono circa 300.000 italiani emigrati dal proprio paese d’origine che furono accolti in Sud America. È bene ricordare che a quel tempo, il Venezuela era una terra ricca di giacimenti e questo permetteva di ricominciare una nuova vita. Molti pugliesi si sono anche arricchiti nel campo petrolifero ma l’idillio si trasformò ben presto in inferno: quando Chavez salì al potere e attuò una politica di azzeramento nei confronti dei nostri cari conterranei fino al punto di portare via a loro tutte le aziende. La politica imperversante voleva mettere fine al capitalismo, di conseguenza la situazione per i Pugliesi emigrati cambiò drasticamente poiché, a causa della dittatura, persero tutto. Restarono senza più un lavoro e una vita dignitosa, finanche gli oggetti più semplici diventarono beni di lusso. Fece scalpore all’epoca, la notizia del costo esoso della carta igienica a causa dell’iperinflazione. Oggi purtroppo nulla è mutato: “Sono anni che in Puglia giungono i messaggi di amici e parenti che raccontano la drammatica situazione del Venezuela. Questo non è un momento come altri, è importante che l’Italia non li faccia sentire soli che la Puglia non faccia sentire soli i pugliesi che rientrano. È necessario auspicare che questi pugliesi raccontino le loro vicende attraverso i canali italiani senza paura: all’uopo l’ANIM (l’associazione degli italiani nel mondo), in collaborazione con ITALIA ETICA (amor di Patria e dignità ai cittadini) intendono promuovere questa narrazione. Narrare rappresenta l’unico modo che l’essere umano possiede per far conoscere un accaduto o la propria storia. Non è possibile, infatti, presentarsi al mondo se non narrandosi. Tutti i popoli della storia hanno fatto uso della narrazione: il racconto dà forma alla nostra esperienza. Vogliamo, inoltre riproporre, come fatto in passato, all’Assemblea Regionale della Regione Puglia e al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di reperire dei fondi per aiutare i nostri conterranei che sono ancora in Venezuela e di aiutare quelli che sono rientrati. I figli di chi aveva aziende di successo in Venezuela ora vogliono trovare un modo per tornare nella nazione dei loro nonni. Lì manca tutto: medicine, cibo, vestiti. Scarseggia tutto. Dobbiamo aiutarli a tornare. Abbiamo il dovere di aiutarli. Per questo chiedo al Presidente della Regione Puglia, di intervenire con interventi idonei a favore dei nostri corregionali pugliesi residenti in Venezuela e quelli che sono stati costretti a rientrare. L’Associazione Nazionale Italiani nel Mondo ‘ANIM’, APS’, intende promuovere un incontro con i pugliesi che sono rientrati, per conoscere le loro storie, scrivere le loro storie far conoscere le loro storie di vita vissuta in Venezuela”.