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CGIE: ACCELERARE SULLA CONFERENZA STATO-REGIONI-PA.

Massimiliano Fedriga, eletto presidente della Conferenza Stato-Regioni-province Autonome

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Roma – Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), organismo dello Stato con competenze dirette per le politiche rivolte ai nostri connazionali all’estero, rivolge a Massimiliano Fedriga, eletto presidente della Conferenza Stato-Regioni-province Autonome, “i migliori auguri di successo per il compito che si appresta a svolgere”. In una lettera indirizzata a Fedriga, il Cgie ricorda che tra le sue funzioni “rientra anche la tenuta della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, che con i migliori auspici dovrebbe svolgersi nel corso dell’anno corrente. Si ricorda che questo organismo è chiamato a programmare le politiche rivolte agli italiani all’estero con prospettive triennali. Per molteplici imprevisti e spesso per il susseguirsi di avvicendamenti in seno alla rappresentanza governativa, la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE non si riunisce da oltre dodici anni. Come da accordi assunti con il Governo precedente, ci auguriamo di poter realizzare finalmente questa conferenza”. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero sottolinea poi che “parte dei lavori preparatori all’Assemblea Plenaria della IV Conferenza sono fermi dal mese di febbraio scorso e sarebbe opportuno farli avanzare per aggiornare leggi, regolamenti, programmi e in particolare le politiche per gli italiani all’estero” e chiede quindi “a tutti i componenti della Conferenza di assumere impegni formali e definitivi per farla avanzare e portare a compimento quanto prodotto in questa fase preparatoria. In prospettiva e in funzione dell’affermazione di questo organismo, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha già istituito la segreteria amministrativa della Conferenza ed è felice di collaborare con il Presidente Fedriga”.

ARCHITETTURA, UN VIAGGIO ONLINE TRA ITALIA E SVEZIA.

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Stoccolma – Le linee di ricerca che nel corso del Novecento hanno messo in relazione l’architettura italiana e quella svedese sono numerose e appaiono fondamentali per la comprensione dei rapporti tra i due paesi. Presentate in diversi articoli pubblicati su libri e riviste, esse ne hanno indagato le rispettive peculiarità architettoniche. Tra queste, ne è un esempio proprio l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma, a cui la rivista svedese “Arkitektur” ha dedicato la copertina nel settembre del 1959 e che ha svolto un ruolo cruciale per il rafforzamento del legame culturale tra Italia e Svezia. Tali ricerche mostrano le diversità storicamente esistenti tra l’architettura italiana e quella svedese nel corso del Novecento, le quali, a seguito dell’adesione di molti progettisti dei due paesi al movimento razionalista, vengono in parte ad annullarsi. Le relazioni maturate dalla metà degli anni Trenta portano quindi a significative analogie architettoniche, grazie anche a una serie di contatti tra alcuni dei maggiori progettisti attivi nei due paesi. Questa parte della storia dell’architettura può essere ripercorsa oggi sulle pagine di decine di scritti, a partire dalle prime meticolose ricerche bibliografiche pubblicate da Bruno Zevi subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Nell’ambito delle celebrazioni in occasione degli 80 anni di rapporti culturali tra Italia e Svezia, l’Istituto ha deciso di riprendere e presentare tali linee di ricerca, riunendole in cinque percorsi tematici, “cinque passeggiate immaginarie” tra i progetti, gli edifici e le storie degli architetti protagonisti del Novecento italiano e svedese, attraverso cui comprendere meglio le culture dei due paesi. Questo viaggio – digitale – nel passato si articolerà attraverso cinque nuclei tematici, ciascuno dei quali costituito da altrettanti focus pubblicati a dal 15 aprile in forma di post sui profili Facebook e Instagram dell’Istituto. Si inizia con il racconto dell’architettura svedese nei primi decenni del Novecento, che esplorerà i rapporti tra l’architettura italiana e quella svedese nel XX secolo, dove si incontrerà il lavoro di Ferdinand Boberg, Ragnar Östberg e il classicismo nordico di Lars Israel Wahlman, Carl Gustav Bergsten, Ivar Tengbom e Gunnar Asplund. Non mancherà un approfondimento dedicato al contributo dell’Istituto Italiano di Cultura e dei suoi protagonisti, ovvero Gio Ponti, Ture Wennerholm, Pier Luigi Nervi e Ferruccio Rossetti, ma non solo. Si tratterà poi il crescente interesse in Italia per l’architettura moderna svedese, presentato su riviste come “Casabella” e “Architettura”, ma anche l’Italia del boom economico nel secondo dopoguerra sulle pagine di riviste svedesi come “Byggmästaren”. Il progetto è stato curato da Giovanni Bellucci, docente nei corsi afferenti al settore disciplinare ICAR- 18 Storia dell’architettura dal 2014. Laureato in Ingegneria edile-architettura e con un dottorato in Storia dell’architettura presso l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, Giovanni Bellucci è autore di numerose pubblicazioni e relatore a convegni nazionali e internazionali prevalentemente inerenti alla storia contemporanea. È inoltre membro dell’Aistarch (Associazione Italiana di Storia dell’Architettura) e dell’AAA Italia (Associazione Nazionale Archivi di Architettura Contemporanea).

CORONAVIRUS / OK AI NEGOZIATI PER IL CERTIFICATO VERDE DIGITAL.

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Bruxelles – Il 14 aprile, gli ambasciatori presso l’UE hanno accettato di incaricare i negoziati con il Parlamento europeo sulla proposta di un certificato verde digitale. Questo certificato faciliterà la circolazione sicura e libera durante la pandemia, fornendo la prova che una persona è stata vaccinata contro il Covid-19, ha ricevuto un risultato negativo del test o si è ripresa dal virus. “L’attuale situazione epidemiologica rimane motivo di grande preoccupazione, ma quando si guarda al futuro, abbiamo bisogno di soluzioni che funzionino in tutti gli Stati membri – ha commentato António Costa, primo ministro del Portogallo – Il certificato verde digitale arriva per facilitare la circolazione sicura e libera. È molto importante per i nostri cittadini, per le nostre società e per la ripresa delle nostre economie. Accolgo con favore questo primo passo. Dimostra che siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo con il Parlamento europeo e la Commissione per continuare a muoverci rapidamente su queste proposte, al fine di avere il certificato e il sistema pienamente operativi quest’estate”.

NASCE LA PIATTAFORMA DANTE GLOBAL, MATTARELLA: DIGITALE PER NON FERMARSI.

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Roma – È stata inaugurata il 14 aprile a Palazzo Firenze “Dante.global”, la nuova piattaforma on line della Società Dante Alighieri: si tratta di una sfida, digitale e globale, che la Società, con 132 anni di storia, vuole affrontare guardando al rilancio dell’Italia e pensando al futuro, puntando sul dialogo e sul valore delle emozioni e della bellezza. L’iniziativa, inserita nell’ambito delle celebrazioni dantesche per i 700 anni della morte del Sommo Poeta, ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha sottolineato “la preziosa attività che da oltre 130 anni viene svolta dalla Società Dante Alighieri”. Infatti, “questo incontro suggerisce alcuni temi di riflessione che ne confermano il ruolo inestimabile: la prima è che, pur in presenza di una drammatica pandemia, improvvisa al suo insorgere e veloce nella sua diffusione in tutto il mondo, è possibile non fermarsi, non chiudersi in sé stessi, ma continuare nella propria attività, svolgendo la propria missione e trovando strumenti innovativi – ha proseguito Mattarella – Questa piattaforma ne è una conferma, in quanto consente di affiancare la rete tradizionale a quella digitale. Naturalmente non sostituisce le persone, condizione fortunatamente impossibile, e non supera la formula dei comitati, diffusi in tutti i continenti ma, affiancandoli, consente loro strumenti nuovi, un sostegno immediato nell’emergenza sanitaria, uno strumento nuovo con cui svolgere con efficacia globalmente le proprie attività”. “Il digitale consente di offrire in tempo reale un’immagine degli elementi che il nostro Paese presenta, con la bellezza dei suoi territori e dei suoi luoghi, con i prodotti e i caratteri del modello di vita italiano, con la sua cultura, sostanzialmente un’offerta a quanti sono aspiranti italiani, a quanti apprezzano la nostra cultura in tutto il mondo ed è davvero una platea ampissima”, ha poi concluso Mattarella.

“L’evento conferma l’importante collaborazione, ormai consolidata, tra la Società Dante Alighieri e la Farnesina, per promuovere la nostra lingua e cultura nel mondo, rivolgendosi agli italiani altrove e a tutti coloro che guardano all’Italia e che, attraverso la sua lingua, scoprono la sua storia, la cultura e la realtà attuale fatta di imprese e di innovazione. Sottolineo l’importanza di questo dialogo proficuo al quale vogliamo dare continuità, soprattutto in un momento particolare come quello che stiamo vivendo”, ha detto Benedetto Della Vedova, sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale. “La diffusione della lingua italiana è a tutti gli effetti uno strumento di politica estera perché attraverso di essa passano la nostra cultura, i nostri valori e la nostra visione del mondo – ha proseguito Della Vedova -Ecco perché cultura e lingua sono due settori di intervento prioritario nel quadro della strategia di promozione all’estero del Sistema Italia, nonché straordinarie leve di soft power. La nostra lingua, come l’arte, il design, la cucina e la musica, è uno degli aspetti che rendono l’Italia unica e apprezzata nel mondo, insieme ai suoi prodotti e al suo stile di vita”. Infine, ad accogliere, gli ospiti, il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, il quale ha sottolineato i passi in avanti della Società da lui presieduta: “In questi anni ci siamo concentrati sull’insegnamento della lingua nel mondo, aprendo e rilevando scuole in Albania, Russia, rivitalizzando la presenza in America latina”. “È finita quella distanza che l’italiano all’estero viveva dalla sua terra forzatamente. Oggi è diverso, si continua a essere italiani altrove e la Dante vuole essere compagna di quell’altrove: insegnare l’italiano con qualità, altrove. La pandemia ha creato gravi problemi all’insegnamento, mettendo in discussione un sistema collaudato – ha aggiunto Riccardi – Bisognava reagire ed è allora che abbiamo visto nella crisi anche un’opportunità: creare una grande piattaforma informatica con la triplice missione di insegnare l’italiano a distanza, formare e aggiornare gli insegnanti e, infine, divulgare la cultura e il libro italiano. Siamo convinti che la diffusione della lingua italiana rafforzerà l’attrazione verso l’Italia che vuol dire prodotto italiano, ma anche turismo, valorizzazione dell’arte e degli ambienti del nostro Paese. Inaugurare la piattaforma è, da parte nostra, erigere un monumento a Dante, un monumento fatto di fiducia nella nostra lingua”.

ATTUALITÀ / LETTA-SALVINI, DIALOGO SU IMPRESE E RIAPERTURE.

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Roma – Enrico Letta e Matteo Salvini d’accordo su imprese e riaperture. E uniti su Draghi, tanto che il segretario del Partito democratico subito dopo l’incontro in agenda per il 9 aprile con il leader della Lega ha visto anche il premier, per ribadirgli l’appoggio del Pd e fare il punto sulla situazione economica. Non è durato molto, il vertice Pd-Lega, ma i due leader alla fine hanno assicurato di aver convenuto “sul fatto che è necessario che il governo faccia un importante decreto che aiuti il mondo delle imprese, perché in questo momento di difficoltà è la risposta giusta per aiutare il Paese”, come ha detto Letta. E che “su alcuni punti la battaglia è comune: un imponente, coraggioso decreto imprese dedicato a chi rischia del suo, alle partite Iva, ai commercianti, agli artigiani, alle piccole imprese da fare entro aprile e poi il tema della salute e delle riaperture”. E’ proprio sulle riaperture semmai che Salvini fa una piccola fuga in avanti, spiegando che “guardiamo i dati: se ci sono dati in netto miglioramento per quel che mi riguarda si può procedere con le riaperture da “. Un cronoprogramma indicativo che trova d’accordo anche Forza Italia, perché nel frattempo il coordinatore nazionale Antonio Tajani riuniva virtualmente i governatori regionali forzisti e alla fine, ai cronisti, spiegava appunto che “Forza Italia sta mettendo a punto un programma di riaperture in sicurezza da presentare al governo Draghi, con una verifica in tutto il Paese il 20 aprile e laddove possibile tornare in zona gialla e riaprire le attività di ristorazione soprattutto all’aperto”.

ISOLE COVID-FREE, IL GENERALE FIGLIUOLO STOPPA LA QUESTIONE.

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Roma – Turchia e Grecia lo stanno già facendo, in Italia l’idea per ora divide la politica e soprattutto le Regioni: prevedere un corridoio privilegiato nella campagna vaccinale per le piccole isole, in modo da renderle completamente covid-free entro l’estate, e consentire loro di sfruttare appieno la stagione turistica estiva, che in moltissimi casi rappresenta la maggior parte dell’economia locale. Il primo ad accelerare era stato nei giorni scorsI il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che aveva annunciato l’intenzione “di non procedere per fasce d’età” nelle isole del golfo di Napoli, Ischia, Capri e Procida, e anche il ministro del Turismo Massimo Garavaglia aveva aperto alla possibilità di prevedere delle isole covid-free: “Si può fare ed è anche opportuno farlo- aveva detto in una intervista alla Stampa – perché se lo faranno gli altri e noi no, lo svantaggio diventerà enorme”. Con De Luca e il ministro, ovviamente, i sindaci delle isole interessate, per esempio quello di Lampedusa Salvatore Martello, per il quale “tra Lampedusa e Linosa siamo in tutto 6.500 persone e siamo sempre stati quasi covid-free”. Ma l’idea bipartisan di De Luca e Garavaglia ha incontrato subito una opposizione altrettanto bipartisan: da una parte il nuovo presidente della Conferenza Stato Regioni, il leghista (come Garavaglia) Massimiliano Fedriga, che a “Un Giorno da Pecora” spiega che “se ognuno nel proprio territorio fa delle strategie concordate col governo coi vaccini che ha a disposizione, sono più che disponibile a valutarle. E’ chiaro però che questo non può comportare uno spostamento di vaccini da una parte all’altra”, dall’altra quello uscente, Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna: Mi auguro che il ministro del turismo Garavaglia rigetti immediatamente la proposta di “isole covid free”. Non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre. Piuttosto il governo si dia da fare perché arrivino più dosi possibili per vaccinare nel più breve tempo possibile e lavori per il passaporto vaccinale, con regole uguali per tutti a livello europeo”. A mettere, per ora, la parola fine sulla questione è però direttamente il generale Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza, che in una nota spiega il 12 aprile che la campagna vaccinale “deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’ordinanza che indica le categorie prioritarie. L’obiettivo è quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di età più anziane, che sono le più vulnerabili all’infezione. Più celermente si concluderà questa fase prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive”.

RIFORMA DEI COMITES: LE PROPOSTE DI LEGGE ARRIVANO IN SENATO.

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Roma – In senato arrivano le proposte di legge di riforma organica dei Comitati degli italiani all’estero e del Cgie, depositate dal Maie e dal Pd. “L’articolato, che rispetta al 100% la volontà del CGIE, è stato prodotto e approvato dalla plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, dopo un’istruttoria durata parecchi mesi, se non anni. Come MAIE, abbiamo fatto nostro quel testo e lo abbiamo depositato in Parlamento – spiega Ricardo Merlo, presidente MAIE, già Sottosegretario agli Esteri nel Conte 1 e 2 – . Ci auguriamo che alla nostra proposta di riforma, che è quella ufficiale del CGIE, aderiscano, e si impegnino a portarla avanti, tutti i 18 eletti all’estero, che sensibilizzino ogni capogruppo perché il contenuto è trasversale ed è fondamentale per affrontare le prossime elezioni. Questo affinché si possa arrivare prima possibile a una nuova legge, che sia la condizione per innovare e promuovere le elezioni per il rinnovo dei Comites e del CGIE”. “Con la legge attuale – sottolinea Merlo in conclusione – ci sono difficoltà che dobbiamo assolutamente risolvere, superare. A causa della pandemia è cambiato il mondo, l’occasione elettorale ci permetterà di ricostruire la rete della rappresentanza a tutti i livelli, a cominciare dagli organismi intermedi quali sono appunto Comites e Consiglio generale degli italiani all’estero”. “Nel mondo politico italiano è diffuso il pensiero che gli organismi di rappresentanza locale degli italiani all’estero, alla luce della presenza nel Parlamento italiano di deputati e senatori eletti all’estero, siano ormai superati o addirittura inutili, a mio parere è vero il contrario – dichiara il senatore eletto all’estero Francesco Giacobbe (Pd) – ancora di più oggi alla luce anche della nuova riforma Costituzionale e la conseguente riduzione della rappresentanza parlamentare all’estero, sono ancora più importanti perché fonte diretta di dialogo e di contatto diretto con la comunità italiana residente all’estero”. “I parlamentari eletti all’estero, affinché possano svolgere il loro lavoro in modo serio ed efficace, hanno bisogno di strutture di rappresentanza locali molto forti e capaci di raccogliere e coordinare le richieste dei cittadini residenti all’estero per poi indirizzarle ai parlamentari è tuttavia importante, proprio in seguito ai cambiamenti intervenuti con l’istituzione della circoscrizione estero e la conseguente elezione dei parlamentari ivi residenti e l’approvazione della Riforma Costituzionale, che le strutture di rappresentanza subiscano una profonda riforma, diventando più organiche, funzionali e adeguate al nuovo scenario politico” sottolinea Giacobbe. Il provvedimento, frutto anche del contributo del PD Mondo, prevede una modifica profonda delle funzioni dei COMITES e la elezione da parte di tutti i cittadini italiani residenti all’estero. Il loro compito principale sarà quello di rappresentare alle istituzioni italiane un quadro generale dei bisogni e delle richieste dei connazionali all’estero, il Comites è il difensore civico delle comunità verso le autorità italiane, mette a punto una relazione annuale sulla situazione e sui bisogni della comunità italiana di riferimento, formulando osservazioni e proposte per migliorare il funzionamento delle strutture consolari e degli altri enti italiani presenti o operanti sul territorio. Al contempo, il COMITES sottoporrà proposte di ottimizzazione dei servizi e delle risorse disponibili, segnalando eventuali elementi di criticità. La relazione e le proposte di ciascun COMITES verranno trasmesse al Comitato Paese Permanente, alla commissione continentale del CGIE di proprio riferimento e al Ministero degli affari esteri. Ai COMITES è assegnato anche il compito di redigere un rapporto annuale sugli interventi effettuati dalle autorità ed enti italiani a favore della collettività italiana nel territorio di riferimento del COMITES. Il rapporto è trasmesso al Comitato Paese Permanente e alla Commissione Continentale del CGIE di proprio riferimento alle autorità consolari del Paese e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. In tal modo il rapporto dei COMITES rappresenta uno dei parametri di valutazione del personale e dei servizi offerti dai consolati italiani; la riforma chiarisce i rapporti tra i COMITES e le strutture consolari all’estero. Un rapporto che non può essere subalterno, ma che si distingue nelle peculiarità delle rispettive responsabilità e competenze. “Con la presentazione di questo disegno di legge voglio esprimere un profondo riconoscimento alle centinaia di persone che in quanto membri dei COMITES svolgono un lavoro inestimabile per le comunità italiane all’estero. Un impegno profuso nel loro tempo libero, a titolo volontario, svolto con profonda dedizione e convinzione” ha concluso il senatore Giacobbe.

Gelmini: “Immunità gregge tra agosto e settembre, no errori ora’

Maria Stella Gelmini, ministra per gli Affari regionali

Le riaperture decise dal governo “ci consentono di guardare al futuro con ottimismo cauto, ma non è il momento del liberi tutti”, saranno “graduali e in sicurezza, non possiamo permetterci errori ora”, ha detto la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini ospite de ‘Il caffé della domenica’ su Radio24. Gelmini fa poi il punto sulle vaccinazioni: “Siamo passati da 150mila a 350 mila – ricorda – dobbiamo arrivare tra fine aprile e i primi di maggio a 450-500mila somministrazioni al giorno. Dopo le difficoltà iniziali le regioni stanno correndo sulle categorie prioritari”, “stanno vaccinando a ritmo serrato. Questo ci consentirà, nell’arco di un paio di mesi, di raggiungere l’immunità di gregge tra agosto e settembre. Ma gli spazi di libertà conquistati non dobbiamo vanificarli”, raccomanda il ministro appellandosi al “senso di responsabilità dimostrato dagli italiani”.

Vaccini, superata quota 15 milioni dosi somministrate in Italia.

Alle 15.20 di ieri, domenica 18 aprile, il sistema di monitoraggio della Struttura Commissariale ha rilevato il dato di 15.099.777 somministrazioni dall’inizio della campagna vaccinale. L’87,2% delle dosi consegnate alle Regioni è stato somministrato. E oltre 400mila dosi di vaccino Moderna arrivate all’hub nazionale di Pratica di Mare sono state trasferite. “Io credo che in questa fase dobbiamo tenere insieme due parole: fiducia e prudenza, che devono guidarci nelle prossime settimane”, ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza’. “Siamo in una fase diversa, con una campagna di vaccinazione che va avanti, abbiamo superato i 15 milioni di somministrazioni – ha evidenziato -, negli ultimi tre giorni abbiamo fatto un milione di somministrazioni, c’è un’accelerazione in corso e in più nelle ultime settimane abbiamo adottato misure molto dure, il 70% degli italiani ha vissuto in zona rossa”. Misure che ci permettono “di costruire una road map, ma serve ancora tanta prudenza: guardare avanti ma con i piedi ben piantati per terra facendo un passo alla volta perché se facciamo un passo troppo lungo rischiamo poi di dover tornare indietro. Abbiamo trovato un punto di equilibrio – ha proseguito – non c’è un ‘giorno x’ in cui d’incanto scompaiono tutte le misure. Ora possiamo guardare con più fiducia, possiamo permetterci alcune aperture”.

Ue: “Per Italia 6,5 milioni di dosi in più”

L’Italia riceverà più dosi di vaccino del previsto nel secondo trimestre del 2021. “Nel secondo trimestre ci sono 6,5 milioni e mezzo di dosi di vaccino in più per l’Italia tra aprile e giugno, in totale sono 54 milioni di dosi. C’è un’accelerazione, è più di 3 volte rispetto a quello che è stato ricevuto nel primo trimestre”, dice Thierry Breton, il commissario europeo responsabile della fornitura dei vaccini, a Che tempo che fa. “Ad agosto dello scorso anno nessuno sapeva come avrebbe funzionato un vaccino. Abbiamo firmato una serie di contratti, abbiamo avuto 106 proposte e ne abbiamo scelte 6: 4 vaccini sono stati già approvati, nei prossimi 3 mesi speriamo di avere anche Sanofi. AstraZeneca avrebbe dovuto consegnare 100 milioni di dosi nel primo trimestre e 180 nel secondo, se avessero rispettato gli impegni, le cose sarebbero andate bene”, dice senza sbilanciarsi sul rinnovo del contratto con l’azienda anglosvedese.

Vaccinazioni a quota 15 milioni. “Immunità di gregge entro settembre”

Roma (Adnkronos)

Mentre l’Italia ha superato quota 15 milioni di vaccini anti-covid somministrati, l’Ue fa sapere che arriveranno più dosi del previsto. “Siamo passati da 150mila a 350 mila” vaccinazioni, sottolinea la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini – dobbiamo arrivare tra fine aprile e i primi di maggio a 450-500mila somministrazioni al giorno. Dopo le difficoltà iniziali le regioni stanno correndo sulle categorie prioritari”, “stanno vaccinando a ritmo serrato. Questo ci consentirà, nell’arco di un paio di mesi, di raggiungere l’immunità di gregge tra agosto e settembre”.

Alle 15.20 di ieri, domenica 18 aprile, il sistema di monitoraggio della Struttura Commissariale ha rilevato il dato di 15.099.777 somministrazioni dall’inizio della campagna vaccinale. L’87,2% delle dosi consegnate alle Regioni è stato somministrato. E oltre 400mila dosi di vaccino Moderna arrivate all’hub nazionale di Pratica di Mare sono state trasferite. “Io credo che in questa fase dobbiamo tenere insieme due parole: fiducia e prudenza, che devono guidarci nelle prossime settimane”, ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza’. “Siamo in una fase diversa, con una campagna di vaccinazione che va avanti, abbiamo superato i 15 milioni di somministrazioni – ha evidenziato -, negli ultimi tre giorni abbiamo fatto un milione di somministrazioni, c’è un’accelerazione in corso e in più nelle ultime settimane abbiamo adottato misure molto dure, il 70% degli italiani ha vissuto in zona rossa”. Misure che ci permettono “di costruire una road map, ma serve ancora tanta prudenza: guardare avanti ma con i piedi ben piantati per terra facendo un passo alla volta perché se facciamo un passo troppo lungo rischiamo poi di dover tornare indietro. Abbiamo trovato un punto di equilibrio – ha proseguito – non c’è un ‘giorno x’ in cui d’incanto scompaiono tutte le misure. Ora possiamo guardare con più fiducia, possiamo permetterci alcune aperture”.

In arrivo più dosi di vaccino del previsto. La ministra Gelmini: le riaperture “saranno “graduali e in sicurezza, non possiamo permetterci errori ora” Mentre l’Italia ha superato quota 15 milioni di vaccini anti-covid somministrati, l’Ue fa sapere che arriveranno più dosi del previsto. “Siamo passati da 150mila a 350 mila” vaccinazioni, sottolinea la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini – dobbiamo arrivare tra fine aprile e i primi di maggio a 450-500mila somministrazioni al giorno. Dopo le difficoltà iniziali le regioni stanno correndo sulle categorie prioritari”, “stanno vaccinando a ritmo serrato. Questo ci consentirà, nell’arco di un paio di mesi, di raggiungere l’immunità di gregge tra agosto e settembre.