(NoveColonneATG)

Roma – In senato arrivano le proposte di legge di riforma organica dei Comitati degli italiani all’estero e del Cgie, depositate dal Maie e dal Pd. “L’articolato, che rispetta al 100% la volontà del CGIE, è stato prodotto e approvato dalla plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, dopo un’istruttoria durata parecchi mesi, se non anni. Come MAIE, abbiamo fatto nostro quel testo e lo abbiamo depositato in Parlamento – spiega Ricardo Merlo, presidente MAIE, già Sottosegretario agli Esteri nel Conte 1 e 2 – . Ci auguriamo che alla nostra proposta di riforma, che è quella ufficiale del CGIE, aderiscano, e si impegnino a portarla avanti, tutti i 18 eletti all’estero, che sensibilizzino ogni capogruppo perché il contenuto è trasversale ed è fondamentale per affrontare le prossime elezioni. Questo affinché si possa arrivare prima possibile a una nuova legge, che sia la condizione per innovare e promuovere le elezioni per il rinnovo dei Comites e del CGIE”. “Con la legge attuale – sottolinea Merlo in conclusione – ci sono difficoltà che dobbiamo assolutamente risolvere, superare. A causa della pandemia è cambiato il mondo, l’occasione elettorale ci permetterà di ricostruire la rete della rappresentanza a tutti i livelli, a cominciare dagli organismi intermedi quali sono appunto Comites e Consiglio generale degli italiani all’estero”. “Nel mondo politico italiano è diffuso il pensiero che gli organismi di rappresentanza locale degli italiani all’estero, alla luce della presenza nel Parlamento italiano di deputati e senatori eletti all’estero, siano ormai superati o addirittura inutili, a mio parere è vero il contrario – dichiara il senatore eletto all’estero Francesco Giacobbe (Pd) – ancora di più oggi alla luce anche della nuova riforma Costituzionale e la conseguente riduzione della rappresentanza parlamentare all’estero, sono ancora più importanti perché fonte diretta di dialogo e di contatto diretto con la comunità italiana residente all’estero”. “I parlamentari eletti all’estero, affinché possano svolgere il loro lavoro in modo serio ed efficace, hanno bisogno di strutture di rappresentanza locali molto forti e capaci di raccogliere e coordinare le richieste dei cittadini residenti all’estero per poi indirizzarle ai parlamentari è tuttavia importante, proprio in seguito ai cambiamenti intervenuti con l’istituzione della circoscrizione estero e la conseguente elezione dei parlamentari ivi residenti e l’approvazione della Riforma Costituzionale, che le strutture di rappresentanza subiscano una profonda riforma, diventando più organiche, funzionali e adeguate al nuovo scenario politico” sottolinea Giacobbe. Il provvedimento, frutto anche del contributo del PD Mondo, prevede una modifica profonda delle funzioni dei COMITES e la elezione da parte di tutti i cittadini italiani residenti all’estero. Il loro compito principale sarà quello di rappresentare alle istituzioni italiane un quadro generale dei bisogni e delle richieste dei connazionali all’estero, il Comites è il difensore civico delle comunità verso le autorità italiane, mette a punto una relazione annuale sulla situazione e sui bisogni della comunità italiana di riferimento, formulando osservazioni e proposte per migliorare il funzionamento delle strutture consolari e degli altri enti italiani presenti o operanti sul territorio. Al contempo, il COMITES sottoporrà proposte di ottimizzazione dei servizi e delle risorse disponibili, segnalando eventuali elementi di criticità. La relazione e le proposte di ciascun COMITES verranno trasmesse al Comitato Paese Permanente, alla commissione continentale del CGIE di proprio riferimento e al Ministero degli affari esteri. Ai COMITES è assegnato anche il compito di redigere un rapporto annuale sugli interventi effettuati dalle autorità ed enti italiani a favore della collettività italiana nel territorio di riferimento del COMITES. Il rapporto è trasmesso al Comitato Paese Permanente e alla Commissione Continentale del CGIE di proprio riferimento alle autorità consolari del Paese e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. In tal modo il rapporto dei COMITES rappresenta uno dei parametri di valutazione del personale e dei servizi offerti dai consolati italiani; la riforma chiarisce i rapporti tra i COMITES e le strutture consolari all’estero. Un rapporto che non può essere subalterno, ma che si distingue nelle peculiarità delle rispettive responsabilità e competenze. “Con la presentazione di questo disegno di legge voglio esprimere un profondo riconoscimento alle centinaia di persone che in quanto membri dei COMITES svolgono un lavoro inestimabile per le comunità italiane all’estero. Un impegno profuso nel loro tempo libero, a titolo volontario, svolto con profonda dedizione e convinzione” ha concluso il senatore Giacobbe.