ATTUALITÀ / CORONAVIRUS, IN ITALIA UN MESE DI “STRETTA SOCIALE”

“STRETTA SOCIALE”

(NoveColonneATG) Roma –

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato, nella tarda serata del 12 ottobre, il nuovo Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che prevede una stretta per contenere i contagi da Covid-19.

La firma è arrivata dopo aver ricevuto un riscontro da parte delle Regioni sul testo finale. Il nuovo provvedimento, che si concentra soprattutto sulla vita sociale e sulle aree della ‘movida’, sarà valido per i prossimi trenta giorni. Tra le misure previste, sono vietate le feste nei locali, che dovranno chiudere entro la mezzanotte nel caso di ristoranti e bar con posti a sedere, mentre la chiusura è anticipata alle 21 per tutti coloro che non prevedono servizio al tavolo. Chi prevede servizio d’asporto potrà tenere aperto fino a mezzanotte ma non sarà possibile per i clienti consumare all’interno. Non sarà possibile sostare fuori dai locali, né incontrarsi in gruppo in parchi e strade; anche in occasione di una cerimonia, il tetto massimo fissato per gli invitati è di 30 persone.

Stop anche per gli sport amatoriali di contatto ma non per le palestre che saranno in grado di far rispettare le regole, mentre negli stadi sarà consentita la presenza di pubblico, non oltre il 15% della capienza totale dell’impianto, per non più di 1.000 spettatori in caso di manifestazioni sportive all’aperto e per 200 spettatori in luoghi chiusi. Confermato anche il divieto per le gite scolastiche, mentre la didattica è confermata in presenza. E se le mascherine restano obbligatorie in tutti i luoghi pubblici, al chiuso e all’aperto, tra le novità previste dal Dpcm arriva una forte raccomandazione – ma non l’obbligo – di indossarle anche all’interno delle abitazioni private, in presenza di persone non conviventi, che comunque non dovrebbero essere più di sei.

Si consiglia poi alle aziende di favorire ancora di più lo smartworking. Per i presidenti di regione è prevista la possibilità di firmare ordinanze più restrittive rispetto alle regole fissate dal governo, ma eventuali allentamenti dovranno essere concordati con Roma.