RIMA PAGINA / DISCOTECHE E CONTAGI, SPERANZA CHIUDE LE DANZE

(NoveColonneATG) Roma – Ferragosto è passato e anche le danze si fermano. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il 16 agosto una nuova ordinanza che prevede la sospensione delle attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico nonché l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi dove c’è rischio di assembramento “anche di natura spontanea e/o occasionale”. “I numeri del contagio in Italia, anche se tra i più bassi in Europa, sono in crescita. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza”, ha sottolineato Speranza. Non sono ammesse deroghe regionali: l’ordinanza prevede che “le Regioni possono introdurre ulteriori misure solo in termini più restrittivi”. Ho dovuto mordermi la lingua in queste settimane per evitare di infilarmi in polemiche di cui proprio faccio volentieri a meno, ma adesso che è stata presa la decisione posso chiedermi: ma quale imbecille di politico, governatore, sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti?!? I gestori delle discoteche non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come puoi pensare che la gente in un locale non faccia quello per cui c’è andata, cioè stare insieme? Perché le avete fatte aprire, eravate ubriachi o interessati? A Ibiza, capitale delle discoteche europee, hanno avuto il coraggio di tenerle chiuse, qui ogni zona poteva decidere in funzione dei casi della regione. Perché nei locali al mare (gli unici aperti) si sa che ci vanno solo i ragazzi del posto, non i turisti”. Così Linus, direttore di RadioDeejay, su Instagram, commentando la nuova stretta voluta dal governo che chiude tutti i locali che prevedono attività da ballo. “I ragazzi hanno diritto di vivere, dicono i paraculi. I ragazzi hanno migliaia di altri modi per divertirsi. Correndo qualche rischio, certo, perché è assurdo pensare di chiudersi in un bunker. Ma è stupido favorire i problemi. Il settore è in crisi. Certo, e ovviamente mi dispiace, ci ho passato buona parte della mia vita, ma a parte Amazon conoscete qualche attività che non abbia avuto problemi da questa situazione?”, ha concluso il dj.