ECONOMIA / LAVORO: SEMPRE MENO DONNE OCCUPATE

(NoveColonneATG) Roma –

La crisi sanitaria da Covid-19 ha avuto in Italia e nel mondo gravi conseguenze sul mondo del lavoro.

La chiusura di negozi, imprese, scuole durante il lockdown e le regole sul distanziamento sociale hanno causato il fallimento di attività e la perdita di innumerevoli posti di lavoro. È presto per valutare a pieno gli effetti della crisi, che si capiranno con più chiarezza col passare del tempo. Ciononostante, Openpolis osserva le prime conseguenze sul mondo del lavoro, visibili attraverso i dati relativi agli ultimi mesi. Secondo una rilevazione Istat su circa 90 mila imprese in Italia tra marzo e maggio 2020, il 45% è rimasto chiuso dal 9 marzo al 3 maggio (fine della fase 1 dell’emergenza). Di queste, solo il 18,8% ha poi ripreso l’attività con l’inizio della fase 2, mentre il 25% ha dichiarato che riprenderà entro la fine dell’anno e l’1,2% non ha ripreso affatto l’attività.

Tutto ciò si è tradotto in una riduzione del tasso di occupazione complessivo, che secondo i dati Istat è passato dal 59% a febbraio al 57,6% a maggio. Un calo che nei mesi considerati ha interessato sia gli uomini che le donne, ma che per queste ultime sembra destinato ad aggravarsi. Da febbraio a marzo il tasso di occupazione si è ridotto nella stessa misura circa, sia per gli uomini (-0,5 punti) che per le donne (-0,4 punti). Da marzo ad aprile invece, secondo Openpolis, gli occupati uomini diminuiscono di quasi un punto percentuale, mentre le donne di -0,4, in linea con la variazione precedente. A maggio, l’inizio della fase 2 ha avuto effetti positivi sull’occupazione maschile, che registra una riduzione molto più ridotta del mese precedente (-0,2) ma non su quella femminile, che cala di mezzo punto tra aprile e maggio. Fino ad arrivare a giugno, quando gli uomini occupati registrano una, seppur molto lieve, crescita (+0,2), mentre le donne occupate continuano a diminuire in modo costante (-0,4).