MADE IN ITALY / Coldiretti, primato storico esportazione cibo italiano a 44,6 miliardi.

ROMA-(AGENZIA ASI) Mai così tanto cibo e vino italiano sono stati consumati sulle tavole mondiali con il record storico per le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2019 hanno raggiunto per la prima volta il valore di 44,6 miliardi di euro grazie all’aumento del 7%. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati definitivi dell’Istat in vista degli incontri delle parti sociali con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e con il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio per definire il piano di internazionalizzazione di fronte all’emergenza coronavirus.

Un risultato straordinario con il cibo ed il vino che – sottolinea la Coldiretti – svolgono nel mondo anche un ruolo da traino per l’intero Made in Italy. Una realtà da difendere dall’emergenza coronavirus che oltre alle difficoltà produttive, logistiche e commerciali sta provocando pesanti danni di immagine. Senza dimenticare – precisa la Coldiretti – le speculazioni in atto in alcuni Paesi dove vengono addirittura chieste insensate certificazioni sanitarie “coronavirus free” sulle merci provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture provenienti da tutta la Penisola.

Il prodotto agroalimentare piu’ esportato dall’Italia – sottolinea la Coldiretti – è il vino il cui fatturato realizzato all’estero è stimato in 6,4 miliardi nel 2019 e supera quello ottenuto sul mercato interno a conferma dell’importanza dell’esportazioni per la tenuta economica ed occupazionale del Made in Italy.

Quasi i due terzi (63%) delle esportazioni agroalimentari itaiane – continua la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove la crescita nel 2019 è stata del 3,6%. Il principale partner è la

Germania dove l’export cresce del 2,9% e raggiunge i 7,2 miliardi, mentre le vendite sono praticamente stagnanti in Gran Bretagna con la Brexit e volano negli Stati Uniti (+11%) che con 4,7 miliardi di export, nonostante gli effetti negativi dei dazi, restano il primo mercato di sbocco fuori dai confini comunitari ed il quarto dopo Germania, Francia e Gran Bretagna.