Sardine, Fassina: “Bene il loro contributo, messaggio oltre la sinistra”

ROMA – “Ho uno sguardo positivo nei confronti di questo movimento, che interviene in una fase difficilissima per la sinistra non solo in Italia. E’ certamente un contributo a ricostruire una forza politica che oggi è in una fase storica di grande smarrimento. Il movimento mi pare abbia dei messaggi che dovrebbero essere considerati ben oltre i confini della sinistra perché la ricostruzione di un funzionamento corretto delle istituzioni non dovrebbe essere un obiettivo solo della sinistra, così come recuperare un linguaggio e un clima di civiltà”. Così Stefano Fassina, deputato di Leu e Segretario della Commissione bilancio della Camera, ha commentato il movimento delle sardine ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Quello delle sardine, ha proseguito Fassina, “è un contributo che, come tutti i contributi, ha una parzialità. Nelle piazze mancano quei settori sociali che maggiormente soffrono, che non si riconoscono più nella sinistra e che trovano, in assenza di risposte convincenti, riferimenti a destra. Rimane tutto aperto il problema di come ricostruire una rappresentanza per quelle fasce di popolo più in difficoltà“, ha aggiunto.

“A me ha molto colpito l’analisi del Pd dopo il voto in Gran Bretagna, che ha rimproverato a Corbyn di essere massimalista, di aver parlato troppo a sinistra. Una sciocchezza clamorosa- ha proseguito il deputato di Leu-. Il Pd considera irreversibile l’impianto liberista. Il partito laburista ha perso tutti i collegi dove aveva prevalso la Brexit e li ha persi per la posizione ambigua che ha dovuto avere sulla Brexit. Aver recuperato un po’ di socialismo ha arginato un po’ questa sconfitta, se avesse continuato con il blairismo avrebbe perso ancora più pesantemente”.

Sul salvataggio della Banca popolare di Bari, ha affermato Fassina: “Un intervento necessario, che forse arriva anche in ritardo perché i problemi profondi della Banca popolare di Bari sono noti. Erano noti da tempo, a mio avviso sono state fatte scelte sbagliate in passato, in particolare quando la Banca Popolare di Bari è stata spinta a comprare un banca in grande difficoltà come la cassa di risparmio di Teramo. Ovviamente ci deve essere una nazionalizzazione, bisogna fare di necessità virtù e avviare una banca per il sud, a sostegno delle imprese e delle famiglie. Dopodichè c’è tutto il capitolo delle responsabilità, anche penali, degli amministratori della banca. Bisogna verificare la qualità della vigilanza che c’è stata sulla Banca popolare di Bari. Se il Mes poteva intervenire? In questo caso non sarebbe potuto intervenire, perché il Mes sulle banche interviene dopo che c’è stato l’azzeramento del capitale degli azionisti, dopo che c’è stato l’intervento del fondo interbancario di garanzia sui depositi, ecc… Quindi non è questo il caso. Il Mes, oltre ad avere una capacità d’intervento molto relativa. Riforma Bankitalia? Penso sia una questione da discutere, credo che una maggiore responsabilizzazione del Parlamento nelle nomine e nella verifica dei comportamenti della banca centrale non possa che essere positiva. Ripristinare una maggiore presenza del parlamento è a mio avviso utile alla democrazia e al funzionamento della banca centrale, dopodichè è evidente che bisogna evitare le crociate propagandistiche”.