Voli di stato, Salvini indagato: “Possibile abuso d’ufficio”

Trentacinque voli di Stato già considerati illegittimi dalla Corte dei conti diventano un possibile "abuso d’ufficio". Matteo Salvini è indagato dalla Procura di Roma che ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri

Se a Matteo Renzi ed alla sua Fondazione Open i rapporti con la Giustizia sembrano andare di traverso, non se la passa granché meglio l’altro Matteo della politica italiana, l’ex ministro degli Interni e leader della Lega Salvini. In quale è indagato per possibile abuso d’ufficio dalla procura di Roma relativamente a 35 voli di Stato già definiti illegittimi dalla Corte dei conti.

La Procura vuole verificare, attraverso l’acquisizione di documenti e testimonianze, se l’illegitimmità rivelata dalla magistratura contabile abbia rilievo penale. Tuttavia la legge prevede che il fascicolo venga inviato al collegio per i reati ministeriali “omessa ogni indagine”. Che invece dev’essere svolta dall’apposita sezione del tribunale, per verificare se si trattò di un abuso, di un eventuale peculato, oppure niente che possa mandare il leader leghista sotto processo.

La vicenda nasce dall’abbinamento di diversi appuntamenti istituzionali di Salvini con comizi o altre manifestazioni di partito nella stessa zona, su e giù per l’Italia. Muovendosi con aerei o elicotteri del Dipartimento della Pubblica sicurezza o dei Vigili del fuoco, Salvini avrebbe sfruttato gli impegni governativi per svolgere propaganda elettorale. Come quando, il 4 gennaio scorso, l’allora ministro volò da Milano a Pescara per un vertice sulla sicurezza che coincideva con l’apertura della campagna elettorale in Abruzzo. O quando, tra il 10 e l’11 maggio, si mosse da Roma a Reggio Calabria e poi a Platì per una cerimonia antimafia, trasferendosi poi a Catanzaro dove tenne un comizio, quindi a Napoli per una conferenza stampa su alcuni arresti e infine a Milano per l’adunata degli Alpini.

La Corte dei conti, pur in assenza di un danno erariale, considerò illegittimo l’utilizzo di aerei ed elicotteri perché secondo decreti e regolamenti i mezzi della polizia e dei pompieri sono riservati “allo svolgimento di compiti istituzionali o di addestramento, e non ai cosiddetti ‘voli di Stato’”. Per i quali vige un’altra normativa che ne restringe l’uso alle cinque alte e cariche dello Stato (presidente della Repubblica, delle due Camere, del Consiglio dei ministri e della Corte costituzionale), “salvo eccezioni che debbono essere specificamente autorizzate”.

Gli apparecchi usati da Salvini – si sottolinea – “sono stati acquistati per finalità prettamente operative, non per il trasporto di autorità e neanche per agevolate lo svolgimento della loro attività istituzionale”. Di qui, secondo la magistratura contabile, “l’illegittima scelta di consentire l’uso dei menzionati velivoli per la finalità del trasporto del ministro dell’Interno e del personale al seguito”. E la trasmissione del fascicolo alla procura di Roma.